

The Paths of Divine Love (I sentieri dell’amore divino)
5 Tracce1 h4 min1997, riedizione 2004
℗ Le Chant du Monde — Harmonia Mundi
La ricerca dell’amore divino è onnipresente nella poesia mistica persiana e si manifesta in tutti i brani presentati in questa registrazione. L’amore appassionato che l’anima prova quando prende coscienza della distanza che la separa dal suo Beneamato, e il dolore causato da questa separazione, sono resi con chiarezza nelle suite Tarz e Shâh Hoseyni. È un amore che guida l’anima passo dopo passo lungo il cammino della perfezione, secondo la progressione suggerita dalla suite Haft Khân-e Rostam. Giunto a destinazione, questo amore si rinnova perpetuamente e spinge il ricercatore ad attraversare tutti i livelli dell’estasi in uno stato di assoluta libertà di espressione e di creatività, stato evocato dalla suite Hal Parka. Come dice Ostad: «Cerchiamo un amore eterno, una primavera che non conosca autunno, un fiore che non appassisca mai. Dio solo è al tempo stesso l’Amore e il Beneamato».
Suite Tarz (1-8)
In questa improvvisazione, Ostad Elahi lega direttamente la presente suite, composta da otto parti distinte, alla precedente con un passaggio di collegamento. Tarz è un termine generico che significa «modo» o «regola», ma ha anche un significato musicale più specifico, quello di un modo musicale; qui ne vengono eseguiti soltanto otto aspetti. Come diceva Ostad: «Il nostro cuore deve essere colmo d’amore per Lui e puro da ogni altra cosa. Se ci sono lacrime, se c’è emozione, che siano per Lui».
All’inizio della sua ricerca del Divino, l’anima prende coscienza delle sue negligenze e dei suoi errori e quindi dell’abisso che la separa dal Beneamato. Sebbene il dolore di questo risveglio sia a volte molto profondo, esso purifica il cuore e fa sbocciare le virtù che si riveleranno indispensabili nel suo cammino spirituale. È proprio questa ricerca che viene evocata con grande intensità in questa suite, meno epica ma più introspettiva della precedente.
a. Tarz-e Jafari
b. Tarz-e Khân Bâbâ Khân
c. Tarz-e Leyli o Majnûn
Questa sequenza si riferisce all’amore puro — dapprima passionale e poi sublimato — di Leyli e Majnûn, la cui storia è riconosciuta come una parabola dell’amore mistico raccontata dal poeta persiano Nezâmi (1140-1209).
d. Tarz-e Mûye
«Mûye» significa lamento.
e. Tarz-e Arke Abbâsi (Arkeh Bâzi)
Un’antica melodia di corte rielaborata nel repertorio del tanbur.
f. Tarz-e Marhûm-e Seyd Brâka (Tarz-e Sûz o Godâz)
Questo brano è dedicato a Seyd Brâka, santo del XIX secolo la cui generosità e il cui spirito cavalleresco erano particolarmente lodati da Ostad. Dal carattere fortemente lirico, il brano viene eseguito in forma cantata. «Sûz» qui significa un bruciore interiore, il tormento di chi è separato dal Beneamato, una sofferenza che risveglia e purifica l’anima. «Godâz» significa che questo bruciore è così intenso che il proprio stato può essere paragonato a quello del metallo fuso.
g. Tarz-e Teymûri
La sequenza finale è dedicata a Teymûr, un grande santo martirizzato a Kermânshâh nel 1865.
Elenco delle tracce
Suite Tarz (1-8)
The Paths of Divine Love (I sentieri dell’amore divino)
Suite Tarz (1-8)
The Paths of Divine Love (I sentieri dell’amore divino)