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The Eternal and the Ephemeral (L’eterno e l’effimero)

Supplica nella suite Bâbâ Faqihi

La storia di Bâbâ Faqih è ben nota nella tradizione Ahl-e Haqq. Una versione di questa storia appare nel Libro dei Re della Verità,1 l’epopea spirituale composta da Hâdj Nemat. La storia è ambientata al tempo di Shâh Khoshin, un mistico del X secolo considerato una figura teofanica dagli Ahl-e Haqq. Racconta di come uno sguardo magnanimo di un uomo di Dio abbia portato Bâbâ Faqih, un individuo ribelle e arrogante, a trasformare completamente la propria natura e a dedicarsi alla spiritualità: «Sentendo queste parole, gli occhi dell’anima di Bâbâ Faqih si aprirono ed egli si vide per quello che era. Si gettò ai piedi di Shâh Khoshin, implorando il perdono del Dio misericordioso: “Nella vicinanza della Tua presenza, ti chiedo di assolvermi dalle mie colpe! Cieco e ignorante, non conoscevo Te, Tu che sei la bontà! Ora attesto che dall’inizio alla fine dei tempi, Tu eri, Tu sei e Tu sarai il Signore dei mondi!”».2

Ostad Elahi era particolarmente affezionato a questa supplica struggente e potente, e spesso ne eseguiva versioni improvvisate, ogni volta rinnovate e diverse. In questa registrazione, la melodia è inizialmente limitata a un piccolo intervallo, con il contrappunto sulla corda bassa e un ritmo lento senza molta gamma dinamica. In seguito, si apre e si espande fino a coprire un intervallo più ampio, permettendo l’incorporazione di nuovi suoni con inaspettati cambi di tonalità. Il ritmo è scandito da fasi sincopali, sussulti che si alternano a cascate di note che evocano il dialogo e il pianto.


1 Shâhnâme-ye Haqiqat (o Haqq ol-Haqâyeq) (Teheran, Jeyhûn, 1995), con un commento di Ostad Elahi.2 Questi versi sono stati composti dai compagni di Shâh Fazl-e Vali, figura teofanica del IX-X secolo nella tradizione Ahl-e Haqq.

Supplica nella suite Bâbâ Faqihi

The Eternal and the Ephemeral (L’eterno e l’effimero)

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