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The Eternal and the Ephemeral (L’eterno e l’effimero)

Inno

Questo inno è stato composto da Hâdj Nemat nel 1906. La morbida melodia accompagna i seguenti versi, che parlano della natura effimera del mondo materiale e del nostro tempo finito al suo interno:1

Doniâ fâniyan Dâwud giân
Har Haqq bâqiyan Dâwud giân

Tutto in questo mondo è effimero, o Dâwud
Solo la Verità rimarrà, o Dâwud

In uno dei suoi viaggi nell’Iran occidentale, Ostad modificò in seguito il testo originale e trasformò questo inno di lutto in un inno di gioia.2

Tra le frasi cantate si sente un ritardo intenzionale, quasi a sottolineare il significato delle parole che vengono pronunciate.


1 Questi versi richiamano i versetti coranici: «Tutto quel che è sulla terra è destinato a perire, [solo] rimarrà il Volto del tuo Signore, pieno di Maestà e di Magnificenza».Il Corano, 55, 26-27.2 Questo canto e il suo testo modificato, Shirina Leylâ, compaiono nel CD Celestial Harmonies (Parigi, Le Chant du Monde, 1999/2004), traccia 4.

Inno

The Eternal and the Ephemeral (L’eterno e l’effimero)

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