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The Eternal and the Ephemeral (L’eterno e l’effimero)

Gereyli

Questo brano è suonato sul choghûr,1 lo strumento tradizionale dei bardi azeri. Questo raro choghûr è stato costruito ad Hamadân, anche se ricorda la forma degli strumenti di Urmia, con due file di tre e quattro corde. Risalente al XIX secolo, presenta una cassa piriforme in doghe di gelso incollate e tavola armonica in gelso, e un manico cavo ornato, che ne attesta l’autenticità. Il nome «Seyyed Ali» è stato inciso sulla tavola armonica.

Gereyli fa parte di quelle che Ostad Elahi chiamava le «suite turche» o, più precisamente, le principali «suite reali». La denominazione di questi brani, che catturano l’intensità del rapporto con il Beneamato, si riferisce all’epoca dei primi re persiani safavidi (dal 1501), che erano di lingua turca.

La melodia è gioiosa e la configurazione dello strumento con le sue numerose corde offre un ampio spettro di risonanze armoniche. Ostad suona questo strumento in un modo tutto suo, usando un plettro di ciliegio tra il pollice e l’indice, come è consuetudine, mantenendo le altre tre dita libere per produrre rollii (shor) che combinava con i colpi di plettro.

Il giorno in cui questo brano è stato registrato su nastro, Ostad Elahi ha suonato diversi dei suoi strumenti e, con grande sorpresa dei presenti, ha preso in mano il choghûr dimostrando una notevole padronanza dello strumento. In effetti, Ostad Elahi aveva imparato a suonare il choghûr in gioventù e ne conosceva a fondo il repertorio. Inoltre, aveva innovato la tecnica di esecuzione, in particolare introducendo lo shor (rollio). Suonò il choghûr con minore frequenza con il passare del tempo e smise del tutto di suonarlo negli ultimi anni della sua vita, il che conferisce a questo singolare momento un valore ancora maggiore. In seguito, registrò l’integralità delle suite turche — una ventina di pezzi — in un’unica sessione. L’unica altra registrazione di Ostad Elahi che suona il choghûr è stata pubblicata come parte dell’omonimo doppio CD-Book commemorativo della mostra The Sacred Lute: The Art of Ostad Elahi (Parigi, Le Chant du Monde/The Metropolitan Museum of Art, 2014), Shekaste, CD 2, traccia 7.


1 Questo strumento, insieme ad altri appartenuti a Ostad Elahi, è esposto in una vetrina dedicata nelle gallerie degli strumenti musicali del Met.

Gereyli

The Eternal and the Ephemeral (L’eterno e l’effimero)

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