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Resilience (Resilienza)

Sheykh Amiri II di Ostad Elahi

Ancora una volta, questa versione di Sheykh Amiri, eseguita nell’ambiente intimo della sua famiglia, fornisce una buona illustrazione delle parole di Ostad Elahi sulla musica come linguaggio dell’anima, indipendente da qualsiasi considerazione di tecnica, estetica, tempo o luogo: «La musica è collegata all’anima e l’anima è collegata a Dio… se suoniamo in questo spirito, stabiliremo una connessione con la Fonte».1 L’importante è avere un’attenzione costante al divino, a cui Ostad aggiunge: «Qualunque siano il luogo e il momento, se sopravviene uno stato di Attenzione, non lasciatevelo sfuggire; luogo e momento non contano».2 L’atto di adorare Dio non richiede né un quadro speciale né una forma particolare; conta solo il legame del cuore. «È necessario saper udire i veri suoni della musica. La musica non deve diventare fine a se stessa, ma un mezzo di connessione spirituale».3

Esistono diverse versioni di Sheykh Amiri, ma la più complessa ed elaborata, che viene eseguita qui, è quella dello stesso Ostad Elahi. La melodia, benché molto ornata, è priva di qualsiasi superfluità o artificio, caratterizzata invece da una sorta di purezza e semplicità originale. Le frasi musicali sono collegate tra loro, punteggiate da dissonanze che sottolineano una profonda nostalgia. Nonostante la sua ricchezza e la sua complessità armonica e ritmica, quest’aria è intrisa di grande dolcezza e sembra confortare un bambino che si lamenta e che si sente non lontano dal musicista.


1 Ostad Elahi, Âsâr ol-Haqq, vol. 2 (Teheran, Jeyhûn, 1991), pag. 215.2 Ostad Elahi, Parole di Verità (Milano, Mondadori, 2016), Parola 148.3 Ibid., Parola 226.

Sheykh Amiri II di Ostad Elahi

Resilience (Resilienza)

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