background pattern
Presence (Presenza)

Suite Farangi

Una registrazione di Farangi è apparsa sul CD Dialogue With The Beloved.1 Farangi, che letteralmente significa «franco» o «europeo», si distingue per un senso di estraneo o strano. L’«accordatura Farangi» (kûk-e Farangi) consiste nell’accordare il tanbur in seconde anziché nelle consuete quarte, conferendogli un colore e un’atmosfera insoliti e consentendo una grande sottigliezza quando il pollice suona sulla corda grave. Ostad Elahi ha introdotto questa accordatura nel tanbur, che raramente si incontra nella famiglia degli strumenti orientali a liuto.

La lode al Divino è il cuore di questo brano. È preceduta da un’apertura, una sorta di ouverture che è caratteristica di Ostad Elahi e di cui egli deteneva la chiave, creando sfumature di significato intorno a un vivace suonare all’unisono. Come un’orchestra si accorda in preparazione di un concerto, con file successive che suonano un La, così Ostad sembra introdurre tutti gli esseri che partecipano alla celebrazione e farli suonare all’unisono. L’inno di lode si sviluppa durante il tema Zang-e Shotori, raggiungendo un denso climax. Poi, passo dopo passo, l’atmosfera si alleggerisce fino a raggiungere un passaggio di delicata dolcezza, dove il mormorio della voce sembra fondersi con il tanbur per esprimere gioia e gratitudine. Tuttavia, la musica di Ostad Elahi non permette all’ascoltatore di «stabilizzarsi» in un unico stato: egli viene invece attirato in un luogo diverso e costretto a rompere con ciò a cui è abituato. La musica lo porta sempre più lontano, verso altri livelli di percezione, per finire con uno zekr e un semplice motivo di danza eseguito con lo strumento.


1 Le Chant du Monde, 1997, riedizione 2004.

Suite Farangi

Presence (Presenza)

00:00