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My Beginning and My End (Il mio inizio e la mia fine)

Suite Sahari

Sahari viene solitamente suonato per annunciare l’alba e il risveglio della natura. Può anche essere percepito come un invito all’anima a risvegliarsi e a sperimentare più intensamente l’effetto dell’Uno, che è presente ovunque e in ogni cosa, e a non essere negligente o pigra mentre tutta la creazione canta e loda il Divino.

Questo brano proviene da registrazioni effettuate all’inizio degli anni ’60. Rappresenta una sfida sia tecnica che artistica: è eseguito su un piccolo setâr persiano che Ostad aveva chiamato «Bolbol» (usignolo).1 Aveva modificato questo setâr in una replica più piccola del suo tanbur a cinque corde. Ostad suonava questo strumento in un modo che stravolgeva le regole stabilite: combinava le tecniche del tanbur (cinque dita che colpiscono tutte le corde o suonano i rollii) con quelle del setâr (pizzicando le corde con l’indice). Soprattutto, ha suonato questa melodia nell’accordatura Farangi (in seconde) su un tanbur a cinque corde, una sfida quasi insormontabile; mancano i mezzi tecnici e fisici per ottenere il suono desiderato. Solo il virtuosismo di Ostad è in grado di produrre questa sorprendente impressione di facilità e semplicità.

La suite è incompleta, poiché l’inizio della registrazione era inutilizzabile. Il brano si apre quindi su una tonalità maggiore, una terza di La-Fa, che ne costituisce anche la base. Man mano che la melodia si sviluppa, il ritmo iniziale cambia, con l’esecuzione di ornamentazioni e diversi shor (rollii eseguiti con le cinque dita) intervallati da brevi silenzi. La melodia ritorna poi, suonata in assolo, nel modo più semplice e puro possibile, su una corda con un solo dito. La melodia viene poi suonata nuovamente, con tutte le caratteristiche precedenti (melodiche, ritmiche) ma con una nuova intensità. Il brano nel suo complesso è simile a un’ouverture con un’esecuzione espansiva ed energica, una combinazione di sottile fluidità e grande potenza.


1 Uno strumento da viaggio dal corpo piatto con cui viaggiava quasi sempre. La famiglia di Ostad Elahi ha donato questo strumento al Musée de la musique de la Philharmonie di Parigi.

Suite Sahari

My Beginning and My End (Il mio inizio e la mia fine)

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