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Destinations (Destinazioni)

Tarz

Questa antica melodia di epoca pre-islamica ci permette di comprendere le sorprendenti capacità espressive raggiunte in una tessitura ridotta di un tono e mezzo. Infatti, la suite di tre semitoni sostenuti che fungono da ostinato e che questo breve brano costruisce gradualmente genera una tensione davvero inaudita. L’apparente mancanza di movimento è il pretesto per Ostad mettere in atto la dinamica della sua musica, utilizzando ritmi mutevoli e una profusione di sottili abbellimenti che conferiscono a ogni nota una profondità e un rilievo insoliti. L’ascoltatore non è abituato a questo approccio, ma chiunque sia disposto a lasciarsi guidare dai suoni scoprirà che essi toccano sia la mente che l’anima. È come se in poche note fossero condensati un tempo e un luogo immemori. La tensione si allenta un po’ quando si raggiunge una quarta diminuita, poi, proprio alla fine del brano, quando la quarta giusta irrompe per introdurre la tonalità successiva, lo spazio si apre come se fosse improvvisamente riempito di luce.

Tarz

Destinations (Destinazioni)

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