

Destinations (Destinazioni)
9 Tracce1 h50 min2008
℗ Le Chant du Monde — Harmonia Mundi
Questo doppio CD di composizioni, modi e improvvisazioni di Ostad Elahi al tanbur si apre con uno dei brani più affascinanti e meditativi di tutto il suo repertorio: la Suite Sheykh Amiri, le cui diciassette variazioni sono qui presentate, ognuna delle quali esprime la sua relazione intima con il Beneamato rivelando al contempo il talento e la raffinatezza musicale di Ostad Elahi. Il secondo CD presenta, tra le altre, la storia di Âbedin, un teologo e fervente studioso che deride la via mistica, da lui considerata un’eresia, fino a quando non vive egli stesso una trasformazione mistica che apre gli occhi della sua anima e lo colma d’amore divino.
Suite Âbedini, con un’introduzione Yâdegâri
Questa suite, pura espressione di una ricerca profonda in cui le preoccupazioni materiali non hanno alcun ruolo, è la supplica di chi aspira unicamente all’incontro e al ricongiungimento con il Beneamato. Il brano presenta momenti di pura implorazione che invocano l’intercessione di Bâbâ Yâdegâr, compagno di Soltân e manifestazione di uno dei sette arcangeli. La sua indifferenza per le questioni mondane lo rende un simbolo degli aspetti esoterici del rapporto con Dio.
La storia di Âbedin è uno dei racconti tramandati oralmente nella tradizione Ahl-e Haqq; è inclusa nel Libro dei Re della Verità, un’epopea mistica scritta intorno al 1912 dal padre di Ostad Elahi, Hâdj Nematollâh. Lo stesso Ostad ha scritto un commento dettagliato su quest’opera intitolato Hâshiye bar Haqq ol-Haqâyeq. La storia di Âbedin è la seguente: un uomo devoto al tempo di Soltân aveva quattro figli, tre dei quali abbracciarono la fede mistica del padre e credettero in Soltân come manifestazione terrena dell’essenza divina. Ma il quarto figlio, Âbedin, denunciò questo approccio mistico come eresia, riponendo invece il suo entusiasmo e la sua fede nella teologia e nella giurisprudenza islamica. Secondo Âbedin, la salvezza dell’anima risiedeva nello studio letterale dei testi sacri e nell’applicazione rigorosa delle regole exoteriche. Provava un tale astio nei confronti di Soltân e dei suoi seguaci che arrivò persino a disseminare di spine il sentiero che conduceva alla dimora di Soltân per lacerare i piedi dei pellegrini che andavano a trovarlo.
Quando il padre di Âbedin chiese consiglio a Soltân, quest’ultimo rispose: «Lascia stare tuo figlio. Anche se non possiede la stessa fede degli altri figli, la sua anima è ancora più pura della loro. Il giorno in cui raggiungerà l’illuminazione, diventerà come mio figlio».
Qualche giorno dopo, Âbedin, impegnato nei suoi studi teologici, sentì salire dentro di sé un’ondata di esaltazione mistica, che non aveva mai provato fino a quel giorno. Sbalzato improvvisamente al di fuori di sé, si trovò proiettato in un’altra dimensione dove gli furono rivelati i segreti della creazione e le sue vite precedenti.
Quando rinvenne, non era più lo stesso uomo. Qualsiasi cosa guardasse, anche la più piccola, poteva sentire la presenza dell’essenza di Soltân. Come inebriato da questa essenza, gettò in acqua tutti i suoi libri e le sue lezioni, che non gli servivano più a nulla. Mentre tutto questo accadeva, alcune belle giovani donne erano sedute in riva al mare. Il maestro di Âbedin (un sant’uomo) aveva assistito all’intero evento, ma pensò che i gesti selvaggi di Âbedin fossero una reazione alla vista delle belle ragazze e che avessero il solo scopo di attirare la loro attenzione; lo rimproverò, invocando la punizione e l’ira divina. Ma i sentimenti di Âbedin erano altri. Il suo cuore appena illuminato desiderava altri lidi. In uno stato di esaltazione, oscillante tra la passione e il rimorso, si precipitò verso la dimora del suo Beneamato e da quel momento divenne uno dei più stretti compagni di Soltân.
In questa suite, Ostad Elahi canta alcuni versi del lungo poema che racconta la storia di Âbedin. Lo strumento è accordato con un intervallo di quinta (Tarz). Fin dall’inizio, siamo immersi nel cuore di una profonda meditazione. Nonostante la gamma ridotta della melodia nella prima parte dell’opera, essa risulta estremamente intensa. Le note del motivo non si susseguono mai nello stesso modo. Attraverso l’ornamentazione, il ritmo, il fraseggio e le loro diverse combinazioni, l’intero brano si rinnova e si ricrea continuamente. Il gioco di quinte cromatiche tra il registro grave e quello acuto conferisce pienezza drammatica al brano, esprimendo la nobile qualità della ricerca. Una contro-melodia suonata in note cromatiche sulla corda bassa impregna l’opera di uno stato d’animo di profonda nostalgia, segno dello strazio sofferto per la separazione dal Beneamato.
Alcuni passaggi lirici all’estremità più alta della scala rafforzano questi sentimenti, che vengono poi nuovamente risvegliati dal loro apparentemente ovvio trattamento musicale sotto forma di intervalli più delicati (una successione di quinte, quarte aumentate, una settima maggiore). Infine, la voce si unisce allo strumento nell’espressione di questa ricerca.
Elenco delle tracce
CD 1
CD 2
Suite Âbedini, con un’introduzione Yâdegâri
Destinations (Destinazioni)
Suite Âbedini, con un’introduzione Yâdegâri
Destinations (Destinazioni)CD 2