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Destinations (Destinazioni)

Inni Hey Dâwed

Una serie di tre inni dedicati a Dâwud (Dâwed in curdo), la manifestazione dell’arcangelo Raffaele, ovvero l’arcangelo della clemenza divina e uno dei compagni di Soltân.1 Ostad Elahi era particolarmente affezionato a Dâwud, di cui diceva: «Mi rallegro quando viene invocato il nome di Dâwud, perché è l’incarnazione della bontà. Gli è stato concesso il permesso permanente di intercedere e non ha bisogno di fare una richiesta speciale a Soltân per ogni singolo caso. Non è mai stato osservato che Dâwud si arrabbi con qualcuno, poiché egli è pura bontà e gentilezza dalla testa ai piedi».2 Allo stesso modo, Ostad afferma: «Ci sono alcune persone i cui nomi mi procurano puro piacere alle orecchie: Cristo, per la sua bontà verso tutti gli esseri viventi… Dâwud, la personificazione della misericordia, che è sempre presente, pronto ad aiutare chiunque ne abbia bisogno».3 Ostad intona tre canti uno dopo l’altro, iniziando dal più lento e proseguendo con il più rapido, come se volesse coinvolgere i partecipanti in questa invocazione a Dâwud.

1. Hey Dâwed (lento)

Hey Dâwed, giân Dâwed
O Dâwud, vita Dâwud

Questo primo appello, carico di desiderio, è molto ricco dal punto di vista armonico, con numerose variazioni e modulazioni. Il tempo lento lo rende difficile da eseguire. Raramente Ostad ha suonato così a lungo come in questa occasione. Alcune delle persone a lui vicine compongono l’assemblea e riprendono spontaneamente i ritornelli quando sono commossi dalle emozioni della supplica. La supplica si chiude con un brano sul tanbur che richiama l’introduzione.

2. Hey Dâwed (più rapido)

Il brano inizia in modo quasi rilassato, ma gradualmente trascina l’ascoltatore attraverso il suo ritmo ininterrotto e insistente, proponendo un bordone identico per tutto il tempo a formare un’immensa simbiosi tra le note basse del canto e quelle alte del coro.

3. Hey Dâwed (rapido)

Hey Dâwed, Haqq giân Dâwed / Din Dâwed, imân Dâwed
O Dâwud, Haqq, vita, Dâwud / Religione, Dâwud, fede, Dâwud

Questo antichissimo inno è stato registrato in modo informale nel contesto intimo di una riunione di famiglia. Non erano presenti altri musicisti o cantanti professionisti, ma solo poche persone il cui fervore conferisce al coro una qualità speciale. Nonostante le condizioni piuttosto rudimentali di queste registrazioni, con un unico microfono posizionato in modo disordinato, è stato raggiunto un equilibrio naturale tra il canto, le voci e lo strumento.


1 Soltân Sahâk (o Eshâq), fondatore dell’ordine mistico degli Ahl-e Haqq, visse nel XIV secolo.2 Âsâr ol-Haqq, vol. 1, Parole 1442, 1441.3 Ibid., Parola 1355.

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