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Celestial Harmonies (Armonie celesti)

Wâlâ Witâna

A questo brano viene data un’interpretazione inaspettata e originale, che ricorda a tratti le variazioni sullo stesso tema presenti nella melodia Najaf (vedi traccia 1). Pur essendo un brano modale, dominante e tonica si alternano. La prima sezione è prolungata da una preghiera che Ostad amava particolarmente, ispirata a una melodia di base (gûshe) della musica classica iraniana chiamata Mansûri. Il testo cantato è una preghiera di uno dei compagni spirituali di Shâh Khoshin, un grande santo curdo dell’XI secolo che elevò il tanbur a un livello sacro.

In questa preghiera, il poeta esprime il suo amore assoluto per il divino:

Tu sei il mio inizio, Tu sei la mia fine
Mi hai plasmato da una goccia d’acqua
Il Tuo paradiso o il Tuo inferno non mi interessano
La mia speranza è che Tu sia sempre con me.

La melodia della sezione successiva è stata arrangiata da Ostad sulla base dei versi di Pir Razbâr, una venerata santa curda del XIV secolo. La sua poesia esprime lo stato spirituale di coloro che attraversano la «pianura» della passione alla ricerca del divino, travolti dall’amore divino al punto da invocarlo direttamente con parole semplici, che iniziano come segue:

Eshq-e Haqq wa sar sheet-e witâna
Wa[Cha] manzelgâtân kâm djâ djitâna
Sono innamorati della Verità coloro che chiamiamo innamorati di Dio
Quale posto occuperete nell’eternità?

Questa sezione è seguita da Mobârak Bâdâ. Si assiste a un cambiamento di colore e di atmosfera, mentre il tono generale diventa più nostalgico. Diversi temi sono riuniti insieme in un passaggio ricco di polifonie, armonie, sfumature e cambi ritmici. A questo segue una variante di Zang-e Shotori, un brano morbido, melodico e sereno, il cui dolce ondeggiare evoca la marcia dei cammelli in una carovana. Questa forma musicale si trova anche nella musica classica persiana.

Wâlâ Witâna

Celestial Harmonies (Armonie celesti)

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