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Celestial Harmonies (Armonie celesti)

Suite Mobârak Bâdâ (seconda versione)

Ostad Elahi chiamava questa melodia gioiosa «Melodia di Najaf» (Âhang-e Najaf): l’ispirazione gli venne durante un pellegrinaggio spirituale di quaranta giorni al mausoleo di Ali a Najaf, in Iraq. Incorporando passaggi delle melodie Sahari («l’alba») e Gol wa Khâr («la rosa e la spina»), Ostad suonava questa melodia da sola, come tema centrale per altre melodie, o come schema di collegamento concepito per ornamentare vari modi. Melodia «espansiva» che si spinge verso nuovi orizzonti prima di tornare al tema originale, può essere accompagnata da melodie secondarie o incorporata in queste ultime. Questo brano proviene da una sessione di registrazione avvenuta in un contesto familiare in cui nulla era stato preparato o pianificato in anticipo: Ostad ha preso il suo strumento, gli è stato posto davanti un microfono, è stato acceso un registratore e le persone si sono sedute ad ascoltare.

Sebbene sia permeato da una profonda nostalgia, questo brano è in realtà piuttosto euforico. Le armonie consonanti nella tonalità maggiore creano un’atmosfera luminosa e positiva. Ostad si avvale di una varietà di tecniche esecutive, a volte suonando su tutte le corde con tutte le dita, altre volte solo con una, creando così vari effetti armonici e una ricca polifonia.

Suite Mobârak Bâdâ (seconda versione)

Celestial Harmonies (Armonie celesti)

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