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Celestial Dances (Danze celesti)

Suite Samâ

Questa registrazione risale ai primi anni ’50 ed è una delle più antiche della musica di Ostad. Riprende il tema della danza evocata nel brano precedente. Lenta e meditativa all’inizio, quasi un’incantazione, la suite diventa gradualmente più animata. Ostad suona contemporaneamente su tre registri (grave, medio e acuto) e sovrappone «strati» di melodie intrecciate, con suoni persistenti che creano un universo di armonie del tutto estraneo a qualsiasi regola stabilita. I radicali e imprevedibili cambi di ritmo non alterano tuttavia la coesione del brano. I bassi, sempre molto presenti, offrono un appoggio solido, una sorta di trampolino da cui queste melodie, in sonorità densissime, possono spiccare il volo come a imitare quello dell’anima. Questo linguaggio musicale è al tempo stesso spiazzante e stranamente familiare. Sembra di sentirlo sempre per la prima volta, riconoscendo elementi di una struttura indubbiamente solida e pienamente padroneggiata, ma comunque difficile da afferrare e comprendere completamente.

Suite Samâ

Celestial Dances (Danze celesti)

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