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Celestial Dances (Danze celesti)

Suite Qara Chûpi e la sua introduzione Samâ

Il termine Samâ può avere due significati: o «audizione», nel senso di audizione spirituale, o «danza cosmica». Secondo il grande mistico e poeta persiano Mowlânâ Rûmi, «Il Samâ è solo una parte della danza eterna a cui l’anima è destinata a partecipare un giorno. Ogni creatura è parte di questa danza cosmica…»1 Ispirandosi alla descrizione che Ostad fa del processo universale di perfezionamento che anima tutta la creazione, questo brano trae spunto da una splendida coreografia: dal movimento discendente iniziale che scaturisce dalla Fonte al movimento ascendente di ritorno che eleva gli esseri fino alla loro perfezione, ogni livello della Creazione è coinvolto in questa danza celeste.

Tradotto letteralmente, Qara chûpi (qara: nero, chûpi: danza), significa «danza in abiti neri». Questa danza viene eseguita da alcuni curdi iraniani quando muore un parente stretto. L’apparente simbolismo mortuario di questo brano è stranamente in contrasto con il suo ritmo vivace, e ci si potrebbe chiedere perché Ostad abbia collegato una danza di lutto alla danza celeste del Samâ, che è un’esultanza della vita in tutte le sue forme, una vita che è eterna ed eternamente in movimento.


1 Citazione di Jean During, Musique et extase, Albin Michel, 1988, pag. 200.

Suite Qara Chûpi e la sua introduzione Samâ

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